Escursione "Classica"
Descrizione completa dell'itinerario
Partendo dal porto di Palinuro alla volta dell'escursione, superata la Punta del Fortino dove sorge la Batteria del Porto (1), si incontra quasi subito la Grotta Azzurra (2), che è la cavità più estesa e più nota di tutto il complesso di grotte ospitate da Capo Palinuro. La grotta si apre sul fianco settentrionale di Punta della Quaglia, con una entrata triangolare alta circa 4 metri. La grotta deve il suo nome e il suo fascino allo spettacolare effetto prodotto dall'azzurro che, provenendo apparentemente dal fondale marino, illumina l'intero ambiente rendendolo irreale e suggestivo. Questo particolare effetto accade per merito della luce del sole proveniente da un sifone subacqueo che dal fondo della grotta sbuca sul lato opposto di punta della Quaglia. La grotta Azzurra si caratterizza inoltre per la presenza di sorgenti idrotermali di tipo sulfureo; sono inoltre presenti numerose stalattiti e stalagmiti calcaree. Particolarmente suggestiva, entrando sul lato sinistro della grotta, la singolare formazione calcarea che "sbuca" dall'acqua e che ricorda la testa di un delfino. Sempre a Punta della Quaglia, possiamo osservare un esempio di Torre Vicereale (3), fortificazione costruita durante il periodo di dominazione spagnolo.
Si prosegue quindi verso sud lungo la Cala del Ribatto, fino al punto in cui è possibile scorgere il Faro di Capo Palinuro (4) nei pressi di Punta Spartivento (5): il fondale marino in questo punto è molto ricco di biodiversità e a circa 50 metri di profondità si trova un ampio banco di corallo. Un altro piccolo particolare di Punta Spartivento è il cosiddetto Volto della Strega, una formazione rocciosa con tre incavi che ricordano un volto, per alcuni invece simile al celebre “Urlo” di Munch.
Continuando la navigazione, incontriamo l'Architiello (6, detto anche “Finestrella”), formazione creata dalla lenta ma costante erosione del vento e della pioggia che hanno consumato la parete rocciosa aprendo un foro che con il tempo è diventato un enorme arco. La finestra è posta a circa 20 metri sul livello del mare ed è parte della baia sulfurea conosciuta anche come Cala Fetente.
Incontriamo poi lo Scoglio del Coniglio (7), un piccolo isolotto chiamato così dagli abitanti del luogo perché, visto dalla giusta prospettiva, ricorda appunto il simpatico animale; ha la “testa” rivolta verso terra e il “corpo” verso il mare aperto. Di fronte lo Scoglio del Coniglio, troviamo la famosa Baia del Buon Dormire* (8). Qui è possibile tuffarsi nelle trasparenti acque a pochi metri da una delle spiagge più belle d'Italia, una sottile lingua di terra circondata da pareti rocciose a strapiombo ricche di vegetazione.
Avanzando ancora verso la fine del nostro viaggio, incontriamo la Grotta delle Ossa (9): i fossili sedimentati al suo interno, in particolare resti di ossa umane ed animali, sono la testimonianza dell’attività dell’uomo presente in questa zona già nel periodo paleolitico. Infine arriveremo all'Arco Naturale (10), un capolavoro della natura; è uno dei simboli più famosi di Palinuro ed è situato nei pressi della foce del fiume Mingardo. Nei millenni il moto ondoso ha eroso la roccia creando così un passaggio attraverso di essa.
* Dal mese di luglio 2020 non è più possibile accedere alla spiaggia della Baia del Buon Dormire a causa dei movimenti franosi che interessano il costone roccioso sovrastante e la conseguente ordinanza di interdizione del Comune di Centola. La sosta bagno sarà effettuata al largo della baia del Buon Dormire tramite l'ausilio delle scalette delle imbarcazioni.
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